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Il M5S riparte dal basso, no al verticismo di Conte.

Francesca De Vito

Intervista 13 agosto 2021 – Il Mattino

Consigliera De Vito, lei ha lasciato il Movimento soltanto da ieri. Quando ha iniziato a pensare di andarsene? 

Da quando le consigliere Roberta Lombardi e Valentina Corrado, con il sostegno del reggente Vito Crimi, hanno deciso di entrare nella Giunta Zingaretti  senza un voto di avallo da parte degli iscritti. Non ho mai nascosto di aver considerato questa azione un tradimento dell’elettorato che aveva visto in noi una forza di contrasto al governatore uscente. Da allora comunque la mia posizione è rimasta di opposizione ma le difficoltà per presentare gli atti di denuncia sono diventate logicamente impossibili

Cos’è, oggi, il Movimento 2050 di Giuseppe Conte? 

Certo non è il movimento originario nato dalla visione di Gianroberto Casaleggio, e sicuramente è stato offeso profondamente tutto il lavoro presentato durante gli stati generali che riconosceva un ruolo di primo piano agli attivisti e riportava al centro i territori. Oggi si è voluto puntare sull’uomo solo al comando, che è ciò di più lontano dal progetto iniziale di partecipazione e intelligenza collettiva. Se abbiamo ragione, questo sarà solo la storia a dirlo

Il nuovo statuto del Movimento 2050 ha cancellato i meetup, c’è un progetto per riportarli in vita in modo indipendente, vero? 

Assolutamente sì, devono essere nuovamente al centro della scena. I gruppi territoriali sono la vera risorsa di ogni soggetto politico, vanno sostenuti e non certo necessitare di autorizzazioni per nascere, come vuole il nuovo statuto. Questo è ciò che noi del gruppo “Parola agli Attivisti” abbiamo raccolto come grido di allarme e stiamo portando avanti

Il nuovo progetto che parte dai territori che possibilità ha di diventare un’alternativa al Movimento di Conte? 

Sicuramente partiamo con le nostre forze e con tutta la voglia di ritornare ai principi originari del M5S in parte ripresi dal Manifesto controvento presentato da Casaleggio, che non ha fatto altro che ribadirli. Abbiamo tentato in tutti i modi di fare le nostre proposte dall’interno rimanendo inascoltati, ormai non ci resta che costruire qualcosa di alternativo che parta da una partecipazione e condivisione delle future azioni. 

Come sarà strutturato? 

Con i territori all’apice di una piramide inversa. Partendo da loro stiamo mappando tutte le regioni che stanno aderendo al progetto di “ristabilire ciò che eravamo”. Sicuramente il punto fondamentale è che non saremo una forza di sostegno né alla destra né alla sinistra ma resteremo terzo polo. Inoltre, riprenderemo il principio che  la politica non deve essere una professione.

Lei ha ottimi rapporti con Casaleggio. Crede che si possa ricostruire il progetto iniziale anche con il suo sostegno?  

Il gruppo “Parola agli attivisti” di cui faccio parte ha creato e portato avanti con lui e la Sabatini la splendida iniziativa delle “sedi digitali”, progetto che ha coinvolto migliaia di attivisti su tutte le regioni. Credo che adesso sia il momento di contare sulle nostre forze, dobbiamo riprendere in mano le redini della nostra storia e del nostro futuro. Davide è informato di quanto stiamo facendo. Inoltre ritengo che non meritasse quanto è avvenuto con il Movimento di Conte, se dovesse decidere di essere con noi ne saremo orgogliosi e sinceramente sarebbe un bel riscatto per chi si ostina a chiamarci “dissidenti”. Strano come tutto sia relativo: loro che hanno tradito gli elettori ma hanno difeso il simbolo sono i buoni, noi che siamo rimasti coerenti con il mandato e il progetto iniziale dovremmo dimetterci. Bella coerenza!

Ci saranno altri addii? 

Credo di si, sono in molti a pensare che non si possa finire incardinati nel partito più verticistico d’Italia dopo essere nati con l’idea di un movimento dal basso

Ce la farà questo nuovo coordinamento dei territori a fronteggiare il Movimento 2050 di Conte?

Come disse Gianroberto, è difficile vincere con chi non si arrende mai….

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