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Piccoli Comuni: dopo quasi 20 anni, finalmente è legge

piccoli comuni

Quella che è stata approvata oggi in Consiglio Regionale è una legge fondamentale per la nostra Regione, ce lo dicono i numeri. Nel Lazio sono 254 su 378 i Comuni a minor dimensione demografica, quelli che chiamiamo Piccoli Comuni. Rappresentano quindi oltre il 67% del totale dei Comuni che contano meno di 5000 abitanti, più del 90% dei Comuni della provincia di Rieti, il 70% di Frosinone e di  Viterbo ma, a causa del fenomeno dello spopolamento, oggi rappresentano solo l’8% della popolazione totale della Regione. Eppure custodiscono la maggior parte dei tesori e delle tradizioni del nostro Paese, sono un riferimento geografico per molti prodotti tipici, sono intrisi di storia e cultura. Questa legge, che li va a sostenere, tutelare e valorizzare è pertanto FONDAMENTALE per gli amministratori locali, che la stanno aspettando da quasi vent’anni. 

Sicuramente il percorso ottimale avrebbe dovuto prevedere l’analisi degli articoli in Commissione e sempre in commissione la presentazione di tutti gli emendamenti per migliorarla e condividerla tra tutte le forze politiche, ma così non è stato, e certo non per una nostra responsabilità.
Per sopperire a questa mancanza di condivisione ho comunque voluto fornire a tutte le parti politiche i miei emendamenti, la scorsa settimana. Voleva essere anche questo un gesto di condivisione per giungere ad una presentazione corale. 

Passare in commissione avrebbe anche consentito alle  amministrazioni locali e alle associazioni degli enti locali, di essere auditi, ma sono anche convinta che la sinergia avuta in queste ultime settimane con ANCI, UNCEM e ANPCI sia stato un momento importante.  C’è stata comunque una condivisione che ha portato all’individuazione di suggerimenti migliorativi che ho accolto e proposto con gli emendamenti e che mi auguro andranno a far parte del testo definitivo.  Poteva avvenire in modo diverso, ma c’è stato comunque un confronto con tutte le parti interessate, che è terminato lunedì con il parere favorevole del Comitato delle Autonomie Locali e la manifestazione di sostegno da parte dell’assessore competente. . 

Spero anche che questa sinergia rappresenti l’inizio di un percorso di coordinamento e condivisione nelle  scelte strategiche in campo economico e sociale che si dovranno predisporre per gli anni futuri, poiché sarà fondamentale iniziare ad attuare una politica di tutela e valorizzazione che non sia legata solo ai bandi ma ad una pianificazione e programmazione necessaria ad individuare come e dove investire, quali siano le necessità dei comuni e di conseguenza le linee di intervento annuali e pluriennali, le azioni di sostegno, i riparti delle risorse economiche, i controlli.  In questo senso saranno prioritari i piani triennali e annuali definiti di concerto con i comuni interessati e le associazioni che li rappresentano.
Una legge che, ripeto,  i territori aspettano da quasi 20 anni, della quale si è sempre invocata la necessità e che vuole creare una continuità con la legge nazionale 158/17; anche superando, con vari emendamenti suggeriti dagli amministratori locali, le criticità che quest’ultima ha creato, e che ne rallentano l’attuazione.
E’ inoltre una legge che si inserisce opportunamente in un contesto istituzionale in movimento, con la trasformazione delle Comunità Montane in Unioni Montane, le quali, insieme alle Unioni di Comuni esistenti, rappresentano gli enti di coordinamento e gestione sovracomunale che non solo vanno preservati ma decisamente implementati.

Si sono volute analizzare le maggiori problematiche che riguardano i piccoli comuni, legate all’ambiente, al dissesto idrogeologico, alle attività produttive e allo spopolamento, e proposto una serie di soluzioni sia per i cittadini che vi risiedono sia per coloro che vi si potrebbero trasferire,  per le imprese commerciali esistenti e per quelle future.

Un primo sostegno in tal senso lo abbiamo già ottenuto con il nostro emendamento alla passata legge di stabilità, che riconosce l’importanza di un reddito di residenza per tutti coloro che decidono di trasferirsi in un comune con meno di 2mila abitanti, ma molto altro bisogna fare, sia per impedire lo spopolamento che per dare maggior sviluppo e futuro.

Inoltre anche l’azione dell’Unione Europea e quella nazionale stanno andando nella direzione di  aiuti e finanziamenti a queste realtà territoriali, con approcci strategici e pianificazioni che vanno a sostenere le amministrazioni locali

Sviluppo di modelli di business e condivisione dei dati destinati  alle aree rurali, progetti pilota finalizzati a migliorare la logistica per borghi e cittadine, uso del programma di ricerca Horizon 2020 per favorire il ‘rinascimento rurale’, sono solo alcune delle iniziative messe in campo dalla Commissione europea nell’ambito dell’azione per i ‘borghi intelligenti’ (smart villages).

L’Italia concorre attivamente al bilancio dell’Unione Europea ma ogni anno 4 o 5 mld dei nostri contributi vanno a vantaggio di altri Stati membri, mentre  i circa 5.300 borghi e paesi italiani sono quasi sempre tagliati fuori dagli investimenti per scarsità di personale qualificato nella progettazione e rendicontazione dei Bandi diretti o indiretti. A questo proposito ho voluto inserire nel testo della legge un emendamento, suggerito dalle associazioni degli enti locali, affinché la Regione intervenga, anche attraverso le associazioni ANCI ed UNCEM, per garantire l’impiego di tecnici specializzati che accompagnino le politiche di crescita locale sino all’accesso dei fondi.

Voglio ringraziare l’ufficio legislativo, per il grande lavoro e la grande professionalità che hanno dimostrato in questi giorni, l’ANCI, l’UNCEM e l’ANPCI per i preziosi suggerimenti, e l’ufficio dell’assessore Troncarelli, che ha seguito le modifiche alla legge fin dall’inizio 

Non abbiamo a che fare con oggetti da promuovere e mettere in vendita, ma con luoghi vivi che devono essere conosciuti, rispettati e tutelati nelle loro risorse , nelle loro ricchezze e nelle loro potenzialità sociali, turistiche, culturali ed economiche, come Istituzioni dobbiamo fare di più e mi auguro che questa legge sia solo l’inizio.

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